Autosvezzamento, come comincio?

Elisa ha quasi 6 mesi e da qualche giorno ha iniziato ad assaggiare. In anticipo rispetto a sua sorella Giulia, si è dimostrata subito interessata a ciò che facevamo a tavola. Mi sono quindi armata di seggiolone e via! Siamo partite con l’autosvezzamento.

Quando è il momento giusto?

Secondo l’OMS, si dovrebbe cominciare a sei mesi compiuti, anche se in alcuni casi potrebbe essere opportuno anticipare un pochino. Al di là delle indicazioni ufficiali, sarà il bambino stesso a comunicarvi di essere pronto per iniziare l’avventura dell’alimentazione complementare, attraverso questi segnali:

  • interesse per quello che mangiano mamma e papà (e sorella nel nostro caso!);
  • perdita del riflesso di estrusione;
  • capacità di stare seduto con la testa dritta;
  • capacità di afferrare con le mani un pezzetto di cibo.

Ma cos’è l’autosvezzamento?

La definizione più corretta di questa modalità di svezzamento è quella di Alimentazione Complementare a richiesta, che meglio sottolinea l’importanza dell’allattamento come elemento base per la crescita del bimbo, togliendo ogni velato accenno negativo ad un “vizio” dal quale liberarsi.

Lo svezzamento in molti casi viene vissuto con una esagerata dose di stress e preoccupazione. Non è, infatti, un mistero che nonostante l’impegno e l’abilità del genitore nel presentare al piccolo la sua super pappa, il piccolo finirà inevitabilmente per opporre resistenza, finendo poi per lanciare qua e là la sua crema di mais e tapioca o di riso che sia.

E se ci fosse un metodo meno traumatico per tutti? Questa è la domanda che mi sono posta quando mi sono trovata a dover iniziare lo svezzamento con la mia prima figlia.

E così, leggendo qua e là, mi sono decisa.

La prima cosa che consiglio assolutamente di fare è un bel corso di disostruzione delle vie respiratorie. Trovate un video fatto molto bene qui (è il video ufficiale della croce Rossa Italiana) da vedere e rivedere!

La seconda cosa da fare è mettersi tranquilli. I nostri bimbi sono bravissimi! Diamo loro fiducia perché non solo hanno delle ottime gengive e con esse vedrete che masticano benissimo. Inoltre hanno un riflesso faringeo che lavora in maniera differente rispetto agli adulti, e con questo vedrete che se il boccone è troppo grande per loro lo sputano praticamente subito.

Detto ciò iniziamo! Ma con quali alimenti si comincia l’autosvezzamento?

Se nel vostro quotidiano avete un’alimentazione sana ed equilibrata non dovrete fare altro che proporre ciò che mangiare voi.

Sul sito del policlinico di Milano ho trovato questa tabella molto chiara che mostra il piatto del mangiare sano. Ottima guida per grandi e piccini.

Ok, ma come propongo questi alimenti al mio bimbo di 6 mesi?

Liofilizzati, omogeneizzati, puree, frullati: nella visione dell’autosvezzamento non servono! Da subito si possono offrire pezzettini solidi, per quanto tagliati piccoli.

Se il bambino non è ancora in grado di mandarli giù significa che non è ancora pronto per lo svezzamento e che gli basta il latte. Inutile trasformare altri cibi in forma liquida pur di darglieli.

Il sito dell’ordine dei medici riporta questa fantastica tabella che mostra come tagliare i vari alimenti

E il sale?

Sicuramente va ridotto e limitato nella nostra cucina familiare, ma non farei un dramma se una pasta o delle verdure non sono completamente prive di sale. Quello che è importante, invece, è evitare cibi industriali che in genere ne contengono grandi quantità. In effetti non ha molto senso eliminare del tutto il sale dalla crema di verdure (per esempio) e poi dare al bambino grissini o cracker.

Ora per darvi un’idea vi dico come ho iniziato io, ma non è una regola!

Fagiolini lessi, carote crude tagliate a listarelle lunghe circa come un mignolo, finocchi tagliati allo stesso modo. Pasta al sugo formato fusilli o sedanini, anche quella di legumi molto apprezzata. Pollo, arrotolato di vitello. Non ci sono regole! Introduco sempre un solo alimento nuovo al giorno, per scrupolo. In questo modo posso subito individuare se ci sono problemi o fastidi.

Finocchio che passione!

Non aspettatevi nei primi tempi grandi mangiate, si chiama alimentazione complementare! Io di solito allatto prima e dopo il pasto: il latte rimane il primo alimento fino al primo anno di vita del bambino. Lascio sempre che la bimba giochi con gli alimenti proposti, deve arricchire il più possibile il suo bagaglio di conoscenza. Se lo gradisce la imbocco ma senza forzare la cosa. A volte mangia molto e a volte invece è interessata solo a toccare e quindi mangia poco ma non è un problema.

Fusilli al pesto con patate, gran curiosità

Nei prossimi post vi proporrò alcune idee su cosa portare a tavola.

Fusilli broccoli e grana, sembrano graditi

Via libera quindi allo svezzamento!