Il mio parto in acqua

Sono passate cinque settimane dalla nascita di Elisa e, se non mi muovo a scrivere, rischio che alcuni ricordi inizino a sfumare. Ma lo voglio e lo devo fare perché partorire è sicuramente uno degli eventi più belli nella vita di una donna, perché spero che la mia esperienza possa essere di incoraggiamento per altre mamme,  e perchè quello di Elisa è stato un parto speciale e inaspettato: un parto in acqua.


Il parto in acqua si può fare a patto di avere un travaglio fisiologico, cioè una gravidanza non a rischio.


Io e papà siamo arrivati per la terza volta (2 falsi allarmi nei giorni precedenti) in ospedale che erano le 2 di notte. Non farò la cronistoria ma alcuni orari li devo segnare per forza! Finalmente dopo la visita il ginecologo ha deciso di ricoverarmi e a me sembrava un sogno! Il mio primo parto è stato un parto precipitoso e non ho avuto il tempo nemmeno di realizzare cosa stessi facendo. Ma stavolta no. Stavolta avevo tutto il tempo per prepararmi all’arrivo di Elisa. Ero felicissima!
Tralascio la descrizione delle prime fasi del travaglio che ricordo tranquille e sopportabili.


Ad un certo punto in mattinata l’ostetrica mi chiede come sto e sento di aver bisogno di più intimità e di calma perché il momento si sta avvicinando. Lei mi chiede se voglio partorire in acqua ed io quasi non ci credo, con il mio primo parto ho desiderato tantissimo il parto in acqua e sono rimasta un po’ delusa per non aver partorito come volevo. Stavolta non avevo nessuna aspettativa visto il precedente…. quando mi sono sentita fare questa domanda quasi non ci credevo!


LA VASCA ERA LIBERA!

Attorno alle h.12.30 sono quindi entrata in sala parto accompagnata da mio marito Andrea che mi è stato accanto ogni momento senza svenire. Eccola lì al centro della stanza la vasca ancora vuota. L’ostetrica (curiosità: Elisabetta è la stessa ostetrica che mi ha fatto partorire Giulia!) ha acceso un po’ di musica e mi ha fatta accomodare sul lettino. Abbiamo attaccato il monitoraggio bluetooth per tenere sempre sotto controllo Elisa anche in vasca. Visita veloce ed ero di 6 cm.


Ma qual è il momento migliore per immergersi? In genere, soprattutto se la mamma è al primo parto, è bene entrare in vasca a travaglio ben avviato, quando la dilatazione del collo dell’utero è intorno ai 5 cm. Se ci si immerge troppo presto, c’è la possibilità che le contrazioni si arrestino, mentre se si entra in acqua quando il travaglio è inoltrato si rischia di non ottenere un sufficiente beneficio.


L’ostetrica fa scendere l’acqua e mi riempie la vasca. Finalmente entro (erano le 13.30) e mi sento meglio fin da subito. L’acqua è abbastanza calda (37 gradi). Ogni contrazione è un’onda che arriva, la tecnica della visualizzazione mi ha aiutato tantissimo anche questa volta (grazie Antonella!)

Essere immersa in acqua mi consentiva di muovermi meglio e assumere diverse posizioni senza sentire il dolore che avrei sicuramente sentito fuori dall’acqua. Il peso del corpo era sostenuto dall’acqua, e questo mi ha aiutato a stancarmi meno durante le diverse fasi.

In acqua, le contrazioni si avvertono con minore intensità: questo è dovuto non solo alla temperatura che rilassa i tessuti, ma anche al costante massaggio che si viene a creare ad ogni movimento

Mi sentivo proprio cullata dall’acqua.
Ad un certo punto (erano le 15.10) l’ostetrica Elisabetta mi comunica che di lì a 20 minuti sarei dovuta uscire perché non potevo stare in acqua per più di due ore. È stata una doccia fredda! Non era ancora il momento me lo sentivo!
Allora mi ha visitata (ero di 8) e mi ha chiesto se volevo provare a rompere il sacco per velocizzare la dilatazione. Ho risposto di si: ormai ero lì e volevo assolutamente far nascere Elisa in acqua! Ci è voluta un po’ di pazienza ma ci è riuscita e mi ha rotto il sacco in vasca. Ho guardato l’orologio e mancava pochissimo….. erano le 15.15!


Da lì il nulla. O meglio, il tutto. Ho chiuso gli occhi quasi come se fossi in trance. È arrivata una contrazione lunga e molto intensa. Sentivo Andrea che mi parlava da lontano e che mi bagnava il viso con un fazzoletto fresco ma non lo vedevo. Ero troppo concentrata su di me e sulla bimba che sentivo partecipare alla contrazione. Subito dopo un’altra contrazione forte e una terza fortissima. Il buio attorno a me.
E infine quella necessita incontrollabile. Ho spinto, con tutta la forza e la voce che avevo. Elisa è nata dopo quattro spinte così, nell’abbraccio dolce dell’acqua..
L’ho presa subito e me la sono portata al petto. Quante lacrime! Siamo rimaste qualche minuto strette nella vasca a goderci il sollievo dopo tanta fatica. Lei bella come il sole era tranquilla, quasi addormentata, io e Andrea che non smettevamo più di piangere dalla gioia e dall’emozione.
Erano le 15.27 ed era tutto finito. Senza lacerazioni e senza nemmeno un punto di sutura. Cosa volere di più dalla vita?
Con calma siamo uscite dalla vasca Elisa è stata visitata e vestita. Io sono rimasta sul lettino per un po’ perché dovevo ancora espellere la placenta. Stavolta le gambe non tremavano, l’acqua mi ha aiutato anche a scaricare subito la tensione.

La mia personale esperienza è stata positiva, consiglierei il parto in acqua a tutte!
Attenzione però che non si può fare l’epidurale ed entrare in vasca. Inoltre se non sei perfettamente a tuo agio in acqua, è meglio evitare, o almeno informati bene prima col tuo ginecologo di fiducia.

Fonte info tecniche dolceattesa.com

2 commenti

  1. Leggere questa testimonianza mette i brividi! Mi sembra di vedere le immagini! Forse anche perché la mia esperienza è stata simile anche se senza vasca! Grazie Silvietta che rispolveri tante emozioni ❤

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