La mia esperienza con l’allattamento

Allattare al seno credo sia stata l’esperienza più impegnativa che abbia mai vissuto.
Sicuramente una delle più belle ma veramente tosta.
Nessuno te lo dice, forse perché tutti ti “preparano” al peggio raccontando la propria esperienza/opinione sul parto ma il parto in verità è così veloce…. allattare no. Allattare è quotidianità. È costanza per giorni e giorni. Mesi.
Giorni di dolore e mesi di tette al vento.
Allattare è DETERMINAZIONE!

Quando ero incinta di Giulia mi sono documentata tantissimo sull’argomento, sia durante il corso preparto sia da autodidatta.
La cosa che mi rimbalzava in testa continuamente era che fin dalla notte dei tempi le donne hanno allattato, e io oggi devo addirittura pormi il problema se riuscirò ad allattare? Se ce la farò? Allattano le donne di tutto il mondo anche quelle nelle condizioni più estreme, e io? Perché io non dovrei farcela?

Semplice: perché noi donne occidentali abbiamo l’attitudine di dare un tempo a tutto. Ma quando allatti la prima regola è buttare via l’orologio.
Perché? Perché un bimbo allattato al seno ciuccia spesso. Da 10 a 12 volte al giorno. Il che significa che potresti dover allattare anche ogni 2 ore se il tuo bimbo lo richiede. Ma non c’è alcuna regola.
Il latte materno è meno proteico rispetto al latte artificiale e molto più digeribile, inoltre lo stomaco di un neonato è grande pressapoco come una noce; ciò significa che si svuota e va riempito molto frequentemente. Teniamo conto poi del fatto che un bimbo ciuccia al seno per mille motivi che possono non essere solamente la fame ma anche sete o bisogno di contatto.

Un’altra cosa che ho imparato è che più il neonato ciuccia il latte più il seno riesce a produrne. L’offerta è regolata dalla domanda, non il contrario!
Detto questo bisognerebbe mantenere una domanda costante ed evitare sbalzi.
Il bambino ciuccia più o meno sempre la stessa quantità di latte ogni giorno. Se, per esempio, per un paio di poppate (per esigenze personali) gli diamo il latte artificiale, poi, riprendere le poppate al seno può essere difficile. E’ buona cosa saperlo.

Il latte materno ha ovviamente un sacco di benefici, il primo è che passa gli anticorpi materni al bimbo (nessun latte in formula ha gli anticorpi) tanto che il consiglio è di allattare anche se siamo raffreddate/malate. Inoltre si adatta perfettamente al nostro bambino, viene definito liquido vivo! Matura e si modifica col bambino in base alle sue necessità nutrizionali. La composizione varia durante la singola poppata, durante la giornata e man mano che passano i giorni. Il latte materno cambia anche tra l’inizio e la fine della poppata; infatti, mentre all’inizio si presenta quasi trasparente, tanto da assomigliare più all’acqua che al latte, alla fine della poppata assume un colore decisamente più bianco. All’inizio della poppata il latte è molto più trasparente, ricco di zuccheri e proteine, alla fine della poppata si carica di grassi che lo fanno diventare bianco.
La trasparenza cambia anche durante la giornata: al mattino il latte materno è più trasparente, mentre la sera sarà più bianco. Non a caso, infatti, la sera il latte è molto più ricco di grassi per preparare il bimbo a poppate più diradate nel tempo. Le modifiche di colore, e quindi di composizione, fanno sì che il sapore del latte materno appaia diverso durante la poppata, nel corso della giornata, e man mano che il bambino cresce.

Siamo macchine fantastiche!


Non trascuriamo infine il fattore economico: il latte materno è gratis! Ed è sempre pronto alla temperatura giusta.

Ma torniamo alla mia esperienza.
Ci vuole costanza e molta pazienza. E nervi saldi. L’inizio poi è anche doloroso (spesso a causa di un attaccamento sbagliato del bambino compaiono le ragadi… per fortuna io ne ho sofferto poco ma che dolore… inoltre una volta mi è successo che mi venisse un ingorgo mammario: aiuto che male!) ti ritrovi spesso a dire basta! Non la attacco più perché mi brucia!
Ecco. Questi sono i motivi per cui una neo mamma desiste. E lo metto nero su bianco. Perché nessuno ti prepara a tutto questo!

Io personalnente ci ho messo circa 3 settimane per avviare bene l’allattamento, co.e avrai capito non è una cosa così scontata come la fanno apparire: non è che attacchi il bambino e tutto inizia a funzionare. Nel mio caso sono stata fortunata perché al consultorio del mio paese ho trovato un’ostetrica che mi ha seguita e aiutata fin dall’inizio, supportandomi e ricordandomi costantemente che ce l’avrei fatta e che io sapevo come allattare.

Una volta avviato bene l’allattamento diventa però un momento unico e magico dove la mamma nutre il neonato e il bimbo nutre la mamma.
Quindi il mio consiglio è RESISTETE! Non ve ne pentirete, verrete completamente ripagate del sacrificio iniziale ❤

In questa foto eccomi con Giulia a pochi minuti dal parto, alle prese con la nostra prima poppata.

Con Giulia sono arrivata a 13 mesi e poi si è staccata da sola, spero anche con Elisa di riuscire a portare avanti l’allattamento finché sarà lei a volerlo.

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